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Scegliere i fertilizzanti per l’agricoltura può essere una vera e propria impresa. I prodotti a disposizione in commercio sono tantissimi e ognuno presenta delle caratteristiche specifiche.

Come scegliere, allora, quello giusto?

La risposta è innanzitutto nell’obiettivo che si vuole raggiungere e nel tipo di pianta da nutrire.

L’etichetta dei fertilizzanti. Il primo passo per non sbagliare.

L’indicazione della coltura sull’etichetta, oltre a non essere sempre presente, non è detto che abbia una valenza specifica.
Uno stesso fertilizzante può infatti essere utilizzabile per più tipologie di colture.

Come ci si deve regolare, quindi?

La prima cosa da fare è rendersi conto del contenuto del prodotto. Sull’etichetta sono presenti tre cifre, una variabile che indica il contenuto in percentuale di N (azoto), P (fosforo), K (potassio), che sono gli elementi di cui le piante hanno più bisogno.
Sono questi i sali minerali presenti nel terreno nelle condizioni di coltivazione e che possono essere solo reintegrati, attraverso un piano di concimazione corretto che ne favorisca un apporto bilanciato.

I principali elementi nutrizionali del terreno sono i Macroelementi, che hanno una funzione plastica, entrando a far parte dei tessuti vegetali.

Azoto, Fosforo e Potassio: gli elementi da cui non si può prescindere.
L’azoto (simbolo chimico N) è certamente il primo elemento da considerare in un piano di fertilizzazione ed è una sostanza difficile da dosare, innanzitutto perché facilmente dilavabile dall’acqua piovana e di irrigazione. Per questo motivo deve essere distribuito in più volte.

Esistono fertilizzanti speciali, come quelli Hydro Fert, a rilascio lento e programmato, che permettono alla pianta di assorbire gli elementi in modo continuo e graduale, senza che vi siano perdite e con un’ottimizzazione degli investimenti.

L’azoto è un elemento essenziale per le piante. Senza azoto la pianta non cresce e se invece è presente in dosi eccessive, si ottiene uno sviluppo imponente della vegetazione, ma i tessuti risultano essere acquosi, poco consistenti e poco colorati, con notevoli risvolti negativi per la fruttificazione.
Il fosforo (simbolo chimico P) è un altro elemento importante, che esercita un’azione stimolante sulle radici della pianta.
Per le piante da frutto, poi, è il potassio (simbolo chimico K) a svolgere l’azione principale, soprattutto nella “maturazione” dei tessuti destinati alla produzione di fiori, frutti e semi.

È importante, quindi, leggere l’etichetta e conoscere quali sostanze sono davvero presenti nel fertilizzante e in che modo queste vengono rilasciate nel terreno.

Il ferro: totale o chelato?

Un altro esempio può essere fatto con il ferro, indispensabile per garantire la colorazione delle foglie.
Spesso si trovano prodotti che hanno la dicitura in etichetta di “ferro totale”, ovvero hanno l’elemento allo stato minerale scarsamente disponibile. Risultano invece più efficaci quei fertilizzanti che riportano la dicitura “ferro chelato” o “solubile in acqua”, poiché garantiscono che il ferro è legato ad una struttura proteica che lo veicolerà all’interno della pianta, favorendone l’assorbimento.

Fertilizzanti ad azione immediata e a lento rilascio.

A seconda del tipo di coltura da nutrire e dell’obiettivo da raggiungere, potranno essere utilizzati fertilizzanti ad azione immediata o a lento rilascio.

I primi, preposti per la “crescita rapida”, esercitano sulla pianta un’azione stimolante, veloce ed intensa, con i nutrienti contenuti in forma altamente assimilabile, che possono essere aggiunti con facilità all’acqua attraverso gli impianti d’irrigazione.
Questi prodotti devono essere utilizzati a inizio stagione o dopo la pausa estiva, sempre rispettando i tempi d’attesa indicati fra due successive distribuzioni.

I fertilizzanti a rilascio graduale e programmato consentono, per mezzo dell’irrigazione e delle piogge, di sciogliere i piccoli granuli di fertilizzante solo in superficie, lasciando la matrice non soluta nella parte sottostante. Questo consente alle piante di ricevere in modo lento, costante e graduale il nutrimento di cui necessita, mostrando a pieno la loro potenzialità.
Anche in questo caso dovrà considerarsi un periodo di tempo che deve trascorrere fra una somministrazione e l’altra, prima di intervenire di nuovo.

Ci sono anche fertilizzanti a rilascio lentissimo, che vanno messi sul fondo delle buche d’impianto di alberi, arbusti e piante.

Conclusioni

Una volta appreso il tipo di nutrimento da dare alle piante e imparato a leggere le etichette, non sarà difficile seguire il piano di concimazione studiato per la singola coltura.

A tal proposito vi invitiamo a conoscere i piani di concimazione Hydro Fert, con tutte le indicazioni sul tipo di prodotto da utilizzare, le funzioni, i risultati, distinti fra colture arboree, industriali, orticole, floricole e ornamentali.

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